I 5 diritti fondamentali del bambino – 2: Il diritto di essere nutrito

//I 5 diritti fondamentali del bambino – 2: Il diritto di essere nutrito
bisogno di essere nutrito

Il diritto di essere nutrito, non solo di cibo ma anche di calore, di contatto: “Io ho bisogno”, “Io ho ancora bisogno”. La frustrazione di questo diritto, è alla base della formazione del carattere orale. Quest’ultimo riguarda lo scarso o insufficiente apporto di nutrimento, contatto ed amore. Manca l’esperienza di vivere la soddisfazione dei propri bisogni.

È deficitaria, altresì, la capacità di poter dire, in piena consapevolezza: “Ne voglio ancora”; difficoltà, quindi ad insistere in una richiesta che produca il godimento. Il tutto è dovuto all’esperienza mancata di avere una risposta al proprio chiedere, od una risposta positiva. L’assenza quindi di un feed-back e di feed-back positivi, impediscono al bambino di godersi quanto viene offerto e come viene offerto Il bisogno, quindi, non sarà mai soddisfatto poiché mai c’è stata veramente risposta o, se c’è stata, è stata inadeguata. il bambino frustrato nell’ “Io ho bisogno” ha paura di essere abbandonato dalla madre e, quindi, reagirà “aggrappandosi” o negando onnipotentemente il bisogno: questo è un processo distorto della realtà e dalla realtà. Il bambino non nutrito emerge dalla delusione rifugiandosi nell’illusione di non aver bisogno di nessuno: “posso farcela da solo, non ho bisogno di te, anzi posso, addirittura, prendermi cura di te”. Da qui nasce frequentemente il nucleo patologico dell’onnipotenza legato a quello della manipolazione. L’individuo sa di avere bisogno ma non ad un livello conscio.

Scattano i meccanismi dei negazione dello stesso bisogno (troppo doloroso da sentire e troppo invalidante nel riconoscerlo nelle relazioni quotidiane) attraverso la manipolazione del dato reale, e, poi, successivamente, la manipolazione del partner. Si verifica così il meccanismo proiettivo: “Io ho bisogno di te” che viene convertito in “Tu hai bisogno di me”. La risultante di questo meccanismo è talmente economica  per l’equilibrio dell’Io che la vita di queste persone è condizionata da questo falso convincimento autoindotto e quindi proiettato all’esterno. se questo gioco non funziona, sopravviene la delusione, la depressione ed il vittimismo rivendicativo (“non mi hai capito, non mi meriti, nessuno mi ama”, “Tu ce l’hai con me”), che può degenerare in una vera forma di tribunale permanente di tipo interpretativo che distrugge l’altro/a/i. Tutto il mondo può diventare cattivo e crudele, fino a sfociare un un delirio di tipo persecutorio.

La paura del carattere “orale” è che, se esprime il suo bisogno, l’altro lo abbandonerà perché potrà scoprire i suoi lati deboli e quindi svalutarlo. Vive nella fantasia, ha molte idee ma poca forza per realizzarle. È un parlatore più che un realizzatore. In realtà è una debole formazione pulsionale in quanto deve far fronte al vuoto interiore, alla depressione e alla sua profonda dipendenza. Il messaggio degli occhi esprime il bisogno: “salvami”; “vieni, resta con me”. È sempre in attesa di un “salvatore”.

costruzione del carattere scizoide-orale

Fig. 1 Costruzione del carattere scizoide-orale

Il corpo è collassato, morbido. Il partner ideale del carattere orale è una persona affettuosa ed oblativa, ma anche, in parte, bisognosa, capace quindi di mantenergli l’illusione di dare. L’attaccamento del partner perdurerà fino a quando questi sarà capace di soddisfare soprattutto le enormi richieste implicite. La pretesa, infatti, è: “Tu devi ricompensarmi di tutto quello che non ho avuto” (sindrome da risarcimento). Quando, nella realtà, questa aspettativa-dipendenza sarà vanificata, come è ovvio che sia, si inizierà un processo di rivendicazioni distruttive che porteranno al rifiuto e all’odio. Gli occhi diventeranno duri, freddi. il corpo si irrigidirà e la vita interiore cercherà altre mete ed altri nuclei energetici da vampirizzare per poi distruggere. È l’eterna rincorsa alla ricerca di una “Grande Madre Buona”, nella realtà irraggiungibile ed introvabile, ma sempre perseguita in modo famelico e disperato.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)