I 5 diritti fondamentali del bambino – 5: Il diritto di essere accettato nelle sensazioni sessuali ed affettive.

//I 5 diritti fondamentali del bambino – 5: Il diritto di essere accettato nelle sensazioni sessuali ed affettive.
sessualità

Il diritto di essere accettato nelle sensazioni sessuali ed affettive: la fase di crescita che va dai tre anni in poi si riferisce alla possibilità che il bambino possa sentire, verso il genitore dell’altro sesso, coerentemente al suo sviluppo biologico, l’apertura, sia a livello di sentimenti che a livello sessuale. “Io posso amare, io posso desiderarti”. La frustrazione di questo bisogno è alla base del carattere rigido-narcisista.

A questo bambino mancherà l’esperienza, per condizionamento culturale, religioso e morale, di viversi , congiunti, il desiderio e il piacere sessuale con il sentimento dell’amore. Il desiderio sarà vissuto come colpa e, quindi, il bambino si impedirà di sentirlo e lo sublimerà. A questo bambino, pertanto, mancherà l’esperienza di al sentimento caldo dell’amore e, contemporaneamente, al desiderio pulsante della sessualità. La risultante sarà l’incapacità di avvicinarsi sessualmente all’altro sesso, se non con estrema difficoltà, mentre si svilupperà l’attività fantastica compensatoria e la pratica masturbatoria nel reale quotidiano. la scissione che ne deriva lo porterà verso una robotizzazione del sesso, visto come “performance”, o verso una eccessiva  idealizzazione dell’amore, visto in chiave solo sentimentale e poetica, dove il corpo rappresenterà la “Bestia”. Il bambino frustrato nell'”Io ti amo” ha paura di essere rifiutato nel suo essere “Uomo o Donna”, e quindi di abbandonarsi, di “cadere…nell’amore”, di “arrendersi” ai suoi sentimenti e ai suoi istinti sessuali. La paura del rifiuto spinge il bambino a “tenere indietro il cuore” e l’amore diventa una prestazione sessuale: poiché la mortificazione ed il dolore del rifiuto rappresentano la giustificazione e la leva per valorizzare il rapporto solamente sul piano corporeo. Un’aggravante della problematica suddetta è la continua delusione del bambino che, convinto di offrire ai propri genitori l’occasione di un soddisfacente  riconoscimento delle proprie qualità  sia scolastiche, sia sportive, si sente rispondere: Perché non di più?… Hai preso sette, perché non otto?… Perché non sei arrivato primo invece che secondo?”

Il bambino, così, apprende che non c’è fine alla richiesta esigente, che non esiste la possibilità di soddisfare mamma o papà, che non c’è scampo alla richiesta esplicita della famiglia: “devi fare di più… sempre di più…sempre meglio”. È una aspettativa senza fine, che non concede eccezioni, che dà la sensazione claustrofobica di non avere scampo. L’imperativo esistenziale diviene la presa di coscienza che la competizione è infinita e totale e che per tutta la vita dovrà misurarsi con sé stesso, con la capacità di fare, fare sempre di più, oltre ogni stanchezza ed ogni limite.

L’incalzare di questa percezione soggettiva di perenne inadeguatezza rende, successivamente, l’adolescente e l’adulto vittime di un profondo senso di insoddisfazione, che caratterizzerà la propria percezione di sé ed il bisogno esasperato, ossessivo e continuativo di dover dimostrare agli altri, al mondo intero, la propria bravura ed il proprio ruolo vincente (l’esibizione di belle macchine, belle donne, ricchezza e conquiste sociali ne sono la lampante, deludente, squallida rappresentazione).

A fronte di questa dinamica esplicativa, necessaria per comprendere come si forma il carattere rigido-narcisista, bisogna riconoscere la tristezza, il senso di solitudine, l’incapacità di godere e la depressione che caratterizza la loro vita e la facilità, alla prima occasione, di vivere il dramma del fallimento e della sconfitta: cioè il senso di morte che accompagna “la caduta degli Dei”, ovverosia il capitombolo della propria immagine vincente, offerta agli altri. Da qui, la frequente inattendibilità di queste persone, definibili facilmente “venditori di fumo”. Il bambino che non si riconosce il diritto di amare, quindi, si illude che la prestazione  è tutto: “So fare tutto”. È tutto sul “volere” e sull’efficienza. È ostinato nel perseguire i propri obiettivi. I sentimenti sono forti ma controllati. Il cuore è guidato dalla razionalità, dalla testa, e quindi è difficile lasciarsi andare alla emozioni, soprattutto se tenere. Gli occhi esprimono la sua volitività: “Io so come si deve fare”. Il corpo è rigido, inflessibile.

carattere rigido-narcisista

Fig. 1 Costruzione del carattere rigido-narcisista

Il partner ideale del carattere rigido-narcisista è una persona capace di amare che lo sostenga nella sua illusione di essere amato senza amare.

Con un partner che abbia qualità schizoidi ed orali, queste persone vivranno l’illusione di potersi aprire alla richiesta dell’altro e potersi offrire al caldo pulsare delle emozioni ed alla vibrazione del sesso, ma l’avidità insaziabile del partner schizo-orale li porterà a spaventarsi, a sentirsi squalificati nel loro atto di donazione di sé, mentre la razionalità fredda e lucida dell’altro li porterà a non sentirsi capiti nel loro sforzo di aprirsi e offrirsi.La risultante sarà la chiusura, l’ulteriore irrigidimento e la conferma del copione nevrotico “Non posso amare”, oppure “il desiderio è una trappola”, oppure “Non sarò mai in grado di soddisfarla”.

Le qualità masochiste del partner , invece provocheranno una reazione di rifiuto. La sensazione sarà “Mi devo scrollare di dosso chi mi fa sentire la privazione della libertà e la percezione di vivere un rapporto asfissiante”.

Questi individui saranno portati ad affrontare la vita ed il mondo in termini competitivi, anche se non dichiarati come tali e la tensione al successo provocherà dolorose crisi e disturbi cardiovascolari, qualora si scontrino con realtà diverse e vincenti: sono esposti, inoltre, all’ulcera da stress e d emicranie ricorrenti. Questa tipologia caratteriale si riscontra, pertanto, nei manager, professionisti, procacciatori d’affari, figure viste, comunque, nella società di oggi, come vincenti.

Questi caratteri sono i più soggetti  a difficoltà di tipo sessuale come l’anogarsmia, l’impotenza, l’eiaculazione precoce, od avranno la tendenza a scelte sessuali perverse che, esasperando l’eccitazione e lo stimolo, consentiranno loro di avere, comunque, una vitalità sessuale (a volte legata ad aspetti masochistici, a volte semplicemente a qualità competitive). Sull’altro versante della relazione d’amore queste persone tenderanno facilmente all’idealizzazione, a mistificare la realtà del partner, colorandola eccessivamente di sogno, illusione e poesia. molti tra i più grandi poeti, scrittori, pensatori e filosofi sono stati e sono strutture caratteriali rigide.c’è

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)