Ansia, attacchi di panico, angoscia di morte e depressione nelle strutture caratteriali – seconda parte

//Ansia, attacchi di panico, angoscia di morte e depressione nelle strutture caratteriali – seconda parte
angoscia

L’angoscia esistenziale è l’esperienza dell’io schizo-orale che riaffiora continuamente e che caratterizza il nostro modo di stare nella vita, con difficoltà a sentirci rassicurati, solidi, vivi, saldamente ancorati alla realtà. L‘angoscia esistenziale si manifesta quando nessuno e niente può darci l’esperienza di farci sentire vivi, sentire di vivere una vita piena, sentire il nostro diritto di godere.

L’ansia, la paura, l’angoscia, fino al terrore che caratterizzano l’esperienza psico-maso si riferiscono invece alla confusione ingenerata nel bambino da una madre insicura e contraddittoria, dove il vero ed il falso si alternano continuamente in una danza assurda e paralizzante. “Che devo fare? In cosa devo credere? Che devo preferire? Io che voglio? Io dove sono, in quale parte di questa realtà mi identifico?”. Dalla confusione generata dalla manipolazione genitoriale si genera l’inconsistenza dell’Io del bambino, che si percepisce senza una precisa identità di sé e brancola nella nebbia di una realtà inconsistente, non delineata, senza profili nitidi, senza confini chiari. Il bambino alla mercè delle spinte e delle aggressioni della vita, dei coetanei, degli adulti, tutti visti come fonti di verità rispetto alla propria percezione di vuoti preferenziali: ciò è indice di uno scarso ed insignificante mondo interiore “proprio”. L’angoscia ed il terrore hanno gioco facile ad invadere l?io quando il genitore, per mantenere soggiogato il bambino, lo ricatta con la minaccia dell’abbandono se non si assoggetta alle proprie richieste. Un Io che percepisce la propria inconsistenza e che teme di vivere nel terreno dell’abbandono e della solitudine, non può che arrendersi totalmente alle figure genitoriali preminenti e vivere l’umiliazione, il tormento, la depressione, di una sudditanza schiavizzante e senza soluzione.

La qualità dell’Io, quindi, è la dipendenza: la soluzione dell’Io, nel dilemma di preferire le proprie spinte a quelle del mondo, è la continua mediazione tra i propri bisogni e le risposte esterne ai propri comportamenti, la cui soluzione è sempre a discapito della soddisfazione dei propri bisogni. L’ansia, la paura e l’angoscia riferite al carattere rigido-narcisista riconoscono la genesi nell’obbligo di soddisfare, senza fine, le esigenze genitoriali che esigono maggiore efficienza e bravura. L‘ansia e la paura dell’inadeguatezza promuovono una tensione psicofisica che accompagna ogni fase della vita. Tensione al cui crollo succede la paura e l’angoscia della solitudine, identificata come morte dell’amore, affettivo e sessuale, ambito e inseguito tutta la vita.

Sulla base di questi fili conduttori ed emozionali si costruiscono i diversi livelli di ansietà, paure ed angosce, che caratterizzano le strutture caratteriali prese in osservazione.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)