Ansia, attacchi di panico, angoscia di morte e depressione nelle strutture caratteriali – terza parte

//Ansia, attacchi di panico, angoscia di morte e depressione nelle strutture caratteriali – terza parte
depressione

Per quanto riguarda la depressione, risulta abbastanza evidente, dalla analisi delle strutture caratteriali, che uno dei motivi più significativi che la scatenano deriva dal vissuto del lattante, proseguite nella seconda e terza infanzia, dove inconsistenti contatti pelle-pelle, occhi-occhi, sentimento-sentimento, bocca-seno, caldo-caldo, energia ed energia, sperimentati in modo insufficiente, vengono poi persi troppo facilmente e, di conseguenza, inseguiti per tutta la vita.

Queste esperienze depressive a volte si sepimentano e non si manifestano nell’adolescenza: giungono comunque nella vita adulta, fino a divenire uno squalificante vissuto esistenziale. Il lattante, nella prima, seconda e terza infanzia, ansiosamente insegue il “paradiso perduto“: la luminosità della vita goduta solo  a sprazzi, per tempi, per lui, anche infenitesimali, ma conosciuta! Il godimento vissuto viene ricercato ma non più ottenuto. La riconquista della conferma che la vita esiste, pressoché fallisce in un perpetuo iter di ricerca.

La triste, melanconica constatazione che la fortunata esperienza, parentetica e troppo contratta nel tempo, non si può più ripetere o ripetere facilmente, porta l’Io ad un appiattimento depressivo che, a seconda della gravità della carenza vitale, può sfociare anche, estremizzando l’esperienza, nella morte biologica.

La depressione schizo-orale, come quella masochista e rigido-narcisista, rappresenta la sconfitta delle istanze vitali e necessarie, per la sopravvivenza dell’Io. In particolare il senso di morte, di vuoto, di disperazione e di “niente”, che accompagnerà il carattere schizo-orale per tutta la vita, sarà arricchito dal dolore dell’esperienza psico-masochista, di chi ha potuto godere di un bene e lo ha perso per propria colpa: il riscatto della libertà viene, a volte, pagato con la punizione dovuta ala fallimento e alla sconfitta che possono seguire la ribellione. la depressione rigido-narcisista sarà l’angoscia di una condanna inevitabile, rappresentata da: “Tutta la vita devo dimostrare: se mi stanco, se cedo, se mi lascio andare, perdo la possibilità di essere amato,e, quindi, decado nella desolazione della solitudine e della sconfitta”.

Quanto sopra nulla toglie alla reale possibilità che coesistano anche cause genetico-ereditarie che aiutino a comprendere la genesi dei turbamenti emotivo-affettivi alla base delle distimie e depressione.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)