Antidoto alla dipendenza

//Antidoto alla dipendenza
occhi addosso

Una paziente, durante un gruppo di supervisione per professionisti chiamato “La Bottega dell’Arte” (nome ripreso dall’esperienza dell’attore Vittorio Gassman che, nella Bottega dell’Arte, insegnava agli attori la loro professione) riferiva “La sensazione di vuoto ch vivo da un po’ di tempo riguarda mia madre. Non ho più i suoi occhi puntati addosso ed il suo fiato sul collo. È come se l’avessi disinnescata da me, ma questo ha lasciato un vuoto. Prima la mia vita era piena di attività, di obiettivi ed io avevo tanti progetti su come raggiungere tali obiettivi. Adesso io non progetto più: da una parte sono finii il fiato sul collo e gli occhi addosso, dall’altra io non so più come fare, come riempire il vuoto ed ho grosse difficoltà a trovare modalità diverse…

Il terapeuta commentò: “Io capisco molto bene il tuo quesito, perché io stesso, solo in piena maturità, mi sono accorto cosa significava per me  quando chiudevano le scuole al tempo del ginnasio. Dall’ultimo giorno della chiusura io venivo preso da una profonda mestizia, da una tristezza. Ricordo solo che, dopo pranzo, prendevo la bicicletta e cominciavo a girare per la città con un senso di desolazione, una melanconia, un vuoto nel cuore, poiché sapevo che il giorno dopo non avrei avuto niente da fare, non avrei più rivisto i miei compagni di scuola ed i professori, non avrei avuto nulla di specifico da vivere. Era la ‘Solitudine‘ e giravo, giravo, finché non arrivavano le cinque del pomeriggio e dalle case usciva qualche amico col quale mi incontravo. Io facevo di tutto per incontrare questi amici, per passare il resto del pomeriggio insieme a loro. Solo molto più tardi capii quello che mi succedeva ai tempi del ginnasio. I miei amici mi aiutavano a riempire il vuoto lasciato dalla chiusura della scuola. Non ero stato abituato ad essere io il centro del mio Universo ed a decidere quello che mi piaceva e quello che volevo fare e vivere. A quei tempi il centro dell’universo era l’abitudine di avere mia madre, occupante totale, solitaria ed assoluta del mio cuore e dei miei pensieri. Anche io volevo il suo fiato sul collo ed i suoi occhi sulla nuca. Solo inseguito ho imparato a dare valore  e significato alla mia vita e ad imparare ad essere protagonista, e non secondo attore, della mia vita“.

Oggi, che si può fare, da adulti per distaccarsi dall’esperienza della dipendenza?

Rimaniamo nell’empasse e nell’angoscia del vuoto? Nella paralisi delle iniziative? Rimaniamo nella assenza della creatività e nella passività senza tentare il distacco e la ribellione  ad essa? Rimaniamo distratti dal nostro respiro? Non ascoltiamo il ritmo del nostro cuore? Non prestiamo attenzione al peso del nostro corpo sulle gambe ed al contatto dei nostri piedi sulla terra?

L’antidoto è rompere questo circuito di inerzia e privo di energie vitali ed attivarci nella valorizzazione di tutto quello che “io sono e posso“. Cercare interlocutori, dovunque e comunque, a qualunque ora, di qualunque livello di estrazione. Cercare alternative piacevoli: come la verifica del “Qui ed Ora“.

Sono in bicicletta e pedalo, respiro, sento il vento sulla pelle, sento la forza delle mie gambe, vedo i colori del mondo che mi circonda, ho la fortuna di apprezzare e di vedere la vita intorno a me“.

Mi pongo al centro del mondo e vedo il mondo con i miei occhi, e io respiro, lo tocco, lo sento“.

Evoco, nel mio cuore, gli affetti vitali della mia vita, presenti ed assenti, passati ed attuali: ripercorro  il cammino dei miei sentimenti, dei miei ricordi, del mio passato“.

Mi concentro, soprattutto, sulle infinite variabili del mio presente“.

Ascolto la voce del mio corpo, la funzionalità legata ai sentimenti, sento l’importanza delle mie espressioni verbali, emotive e corporee ed i loro blocchi“.

Sento che l’importanza di tutto questo dipende da me, dalle mie decisioni, dalla mia volontà, dalla mia convinzione di continuare in questa  continua, metodica verifica del tutto e di me  stesso al centro di questa ricerca: meta di tutto e mezzo prezioso ed insostituibile del tutto“.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)