Il carattere dipendente, riflessioni psicopedagogiche

//Il carattere dipendente, riflessioni psicopedagogiche
dipendenza

Il bambino totalmente dipendente sarà prigioniero tutta la vita della sua dipendenza della stessa figura che l’ha generata: salvo poi, alla morte del genitore, trasferire su un altro adulto, coetaneo o non, disponibile, per sue problematiche, a questa operazione, il fantasma genitoriale da cui dipendere, con i rischi reali che ne conseguono. L’adulto che ha vissuto l’esperienza simbiotica infantile si trascina anche nella propria quotidianità la problematica della dipendenza. Esempio di un gruppo di terapia dove si eseguono esercizi personalizzati:

Ho difficoltà ad essere Io perché sento la vicinanza di lei (un’altra persona stesa sul materasso al suo fianco)”.

Questo mi ha fatto ricordare qualcosa che è sempre successo nella mia vita rispetto al rapporto con mia madre: lei è più importante di me, condiziona i miei comportamenti, il mio contatto con i  miei sentimenti. Sono abituata a stare più attenta a l suo bisogno  che a concentrarmi sul mio, sono rimasta a questo stato emozionale“.

Nella vita, per me, quello che conta sono loro, sono gli altri; quello che conta è l’uomo che mi affascina: com’è lui, come si comporta lui, ciò che pensa lui, quello che vuole lui, cosa decide e cosa pensa di me. Qualcuno vicino a me è sempre più importante di me, mi domina, mi sovrasta“.

In questo caso trattasi di un adulto con qualità simbiotica, la cui giustificazione ad esistere è che ci sia qualcuno che la faccia sentire che è importante: come esistenza, come presenza.

Tu esisti  grazie alla tua famiglia che, secondo te, ha bisogno di te; grazie ai tuoi pazienti (trattandosi di medico), che, secondo te, non possono fare a meno di te“.

Tu esisti grazie al fatto che la tua giornata è centrata da punti cardinali che ti rassicurano, che ti fanno sentire impegnata, richiesta e necessaria“.

La gente ti aspetta, la gente conta su di te e tu senti la loro presenza, la testimonianza della gente, la presenza dei pazienti, della famiglia: fondamentali per la giustificazione della sua giornata e come feed-back rassicurante rispetto alla paura del ‘Nulla’ e del ‘Vuoto‘”.

“Questa è un’esperienza importantissima he va affrontata poiché si deve allenare ad affrontare anche l’assenza delle richieste: nessuno ti cerca. Non c’è nessuno che pensa a te. Impara a guardare con coraggio questo aspetto della tua vita: c’è anche i silenzio, l’assenza di presenze amiche, il vuoto intorno a te, che solo tu puoi riempire, con la tua consistenza esistenziale, le tue iniziative e la tua gioia di vivere”.

Noi ci lamentiamo, a volte, dell’importuno e non richiesto giudizio altrui, delle critiche che temiamo; nello stesso tempo, però, senza la presenza degli altri che ci osservano, che ci giudicano, che hanno aspettative su di noi, sentiamo la giornata svuotata di importanza, di contenuto, di valore: è la prima emozione quando, da una giornata piena di attività e di lavoro, improvvisamente ci si ritrova in vacanza. In effetti siamo abituati, senza rendercene conto, nella nostra giornata lavorativa, a puntellare implicitamente il nostro diritto ad esistere grazie alle tante presenze che, nel bene e nel male, nel giusto e nell’ingiusto, nella aggressione e nella benevolenza, giustificano la nostra percezione di noi stessi in funzione dell'”Esistere. Queste presenze sono importanti perché ci obbligano ad utilizzare energie , a difendere i nostri diritti o a polemizzare: la risultante è “Io, comunque, grazie a stimoli diversi, Esisto“. Ciò che manca, pertanto nell’esperienza del bambino simbiotico, è “Io esisto nel confronto con gli altri“, mentre prevale “Io esisto grazie alla presenza di mamma“.

È doveroso precisare che la formazione simbiotico/dipendente inizia nella fase schizo-orale di formazione dell’Io e si rinforza nelle fasi successive come risultante dei comportamenti genitoriali manipolativi e seduttivi descritti. Il carattere dipendente vive l’intera vita nell’illusione che assumere sostanze esterne possa fargli contattare la sensazione di vita piena cui lui  anela. La coazione a ripetere caratteristica del tabagismo, dell’alcolismo, dell’uso di droghe e della bulimia, è rappresentativa, infatti, di bisogni schizo-orali insoddisfatti e documenta, in definitiva, la dipendenza da un rapporto, la cui qualità principale è la frustrazione del bisogno: sempre inseguito e mai soddisfatto.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)