Il carattere e i meccanismi di difesa

//Il carattere e i meccanismi di difesa
meccanismi di difesa caratteriali

L’amore è la qualità ed il problema fondamentale dell’uomo: è in funzione di come viene vissuto nella relazione primaria che si strutturano i caratteri.

Che cos’è il carattere? È la struttura difensiva dell’io che viene utilizzata per sopravvivere. Tutte le esperienze che il bambino vive sin dall’utero materno stimolano delle modalità adattative e difensive che, se diventate nevrotiche, si organizzano in una struttura  rigida e fissa: il carattere, ossia la nevrosi caratteriale. Il carattere è, quindi, un adattamento dell’Io che non può più scegliere, nella vita adulta, tra varie qualità e potenzialità a sua disposizione, ma è costretto a rispondere sempre più o meno nello stesso modo a certi stimoli della vita. vivere in equilibrio emotivo, nel mondo, vuol dire potersi muovere (metaforicamente), consentendosi di sentire la sofferenze, il dolore, la rabbia, l’amore, senza scappare o nascondersi dietro maschere: recitative, mimetiche e comportamentali.

Altre qualità come l’intelligenza, per esempio, ci consentono di modulare le nostre risposte caratteriali permettendoci di godere la vita, malgrado le difese: in questo caso “intelligenza” significa capacità adattativa alla vita. È importante avere chiara la distinzione tra “normalità” e “patologia“. Prima di arrivare alla definizione di “malattia mentale o psicosi “, in cui la persona perde il contatto con la realtà, esiste un’intera gamma di problematiche che possono sfociare nella classica “nevrosi” ma che non sono ancora  vera nevrosi caratteriale. Quest e problematiche che, per comodità, vogliamo identificare con il termine “problematiche caratteriali“, pur non rappresentando una vera situazione di disagio esistenziale o relazionale, sono una sorta di ponte tra le nevrosi e le Strutture Caratteriali.

Noi definiamo “carattere nevrotico” il livello d’identità dell’Io dove  il disagio esistenziale, i dolori, le paure, le violenze emozionali disturbano l’equilibrio generale dell’organismo e la possibilità di essere mediamente soddisfatti della vita e del proprio inserimento nel sociale. Esiste anche la possibilità  di vivere una dimensione “di non sofferenza permanente“, dove le capacità adattative funzionano in modo da non generare disagi permanenti: noi chiamiamo queste qualità “nevrosi compensata“.

Le Strutture Caratteriali, d’altronde, sono il risultato di una lotta difensiva dell’Io che possiamo definire nevrotica quando il livello di coinvolgimento e l’intensità energetica messe in gioco sono rilevanti. Quando la capacità di risposta dell’Io e la sua  potenzialità adattativa  vengono meno violentemente coinvolte, abbiamo quelle fluide “problematiche caratteriali” che, pur rappresentando  un disagio per l’individuo, non sono fonte di dolore e di sofferenze inutili, ripetitive e calcificate anche in termini coattivi. Ad esempio è realistico che una città assediata mandi sulle mura tutte le sue forze per difendersi. È nevrotico che queste forze rimangano per sempre sulle mure, a rappresentare la paura di un eventuale ma non prevedibile ripetersi dell’assedio. il film Il deserto dei tartari è una rappresentazione metaforica di questa realtà. L’ideale è rappresentato dalla capacità di essere pronti a  mandare tutte le difese sulle mura, nelle situazioni di aggressione, mentre si restituisce vita, energia e movimento alla città, quando il pericolo di assedio non c’è più, lasciando quindi, sulle mura solo le sentinelle necessarie.

L’intelligenza normalmente non è in condizione di influire sulla nevrosi caratteriale, mentre ha buone chance di intervenire in termini di comprensione, accettazione e volontà di cambiamento sulla problematica caratteriale. Tutto questo è facilmente evidente sull’intervento educativo che si può fare sui bambini e, qualche volta, anche sugli adolescenti, nell’ambito dei comportamenti asociali, ribellistici e protestatari. a sostegno dell’intelligenza ed a favore di una maggiore libertà di espressione c’è il processa di conoscenza.

La conoscenza è la consapevolezza fondata su 3 livelli:

  • Razionale, emotivo affettivo e corporeo;
  • Pre-Edipo;
  • Edipo.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)