Dinamiche di gruppo – secondo giorno di stage

//Dinamiche di gruppo – secondo giorno di stage
responsabilità
Considerazioni sulla dinamica di gruppo in occasione di uno Stage di sensibilizzazione professionale per tecnici ed atleti.

Programma:

9:00 – 12:30 Tecniche di Rilassamento e Comportamentali

15:00 – 16:00  Grande gruppo sull’esperienza del mattino

16:00 Break

16:30-19:00 Problematiche Relazionali

Nella mattina del secondo giorno si sono fatte esperienze pratiche del “Rilassamento Progressivo” di Jacobson, del “Training Autogeno” di Schultz e della “Programmazione Ideomotoria in Rilassamento”. Dopo la pausa del pranzo il gruppo ha discusso l’esperienza del mattino. Molti fra i partecipanti non avevano nessuna cognizione delle tecniche esperenziate nella mattinata ed hanno espresso in modo diverso il loro interesse, la loro curiosità e la loro voglia di apprenderle. Successivamente nell’ambito delle problematiche relazionali è stato presentato un incontro con un giovane tennista, promettente e dotato ma insoddisfacente nel risultato, e con i suoi genitori.  Il maestro dello sport, partecipante allo stage, ha proposto il caso perché il ragazzo, in gara, sembrava incapace di esprimersi al meglio mentre risultava evidente in lui una specie di tensione continua non facilmente interpretabile come causata solo dalla situazione agonistica. Nell’intervista a quattro che ne è seguita (atleta, genitori e conduttore dello stage), durata circa un’ora, è emersa la seguente situazione: padre, ex atleta, che rivendicava per il figlio +successi e soddisfazioni non vissute da lui medesimo; madre esigente, orgogliosa e superba delle qualità del figlio; ragazzo nettamente consapevole delle aspettative dei genitori su di lui e schiacciato dal senso di responsabilità che ne derivava e che lui viveva in modo soffocante. Attraverso la tecnica dell’intervista si è cercato di aiutare la famiglia a divenire consapevole di questa problematica. nei commenti successivi fati dal gruppo, ad intervista conclusa, è risultata una netta partecipazione emotiva di quasi tutti al disagio ed alla sofferenza del ragazzo, nel quale, tra l’altro, alcune persone si sono identificate.

Una seconda intervista è stata fatta con alcuni ciclisti di livello nazionale, praticanti la velocità su pista, assieme ad un loro tecnico ed un loro allenatore. Anche in questo caso sono risultati, a fine seduta, evidenti e notevoli problematiche di comunicazione (richiesta di chiarimenti per fatti avvenuti anni prima, rivendicazioni da parte degli atleti verso la federazione ed un generale clima di sfiducia nei confronti dello staff tecnico-dirigenziale).

La comprensione del gruppo comunque verso i problemi esposti, i commenti ed il tono generale di partecipazione hanno messo in evidenza lo stabilirsi di un clima di solidarietà gruppale.