Il diritto, la frustrazione del bisogno, l’ideale dell’io e l’illusione dell’io, problematiche affettive nelle relazioni di coppia

//Il diritto, la frustrazione del bisogno, l’ideale dell’io e l’illusione dell’io, problematiche affettive nelle relazioni di coppia
bisogno d'amore

Prima di analizzare le diverse situazioni che si creano negli incontri-scontri tra due personalità che sviluppano una relazione d’amore, dobbiamo cercare di capire cos’è l’amore che nasce e lega due individui di sesso opposto. L’amore rappresenta il rapporto tra il sentimento che anima il bambino e lo dirige verso la soddisfazione di un bisogno ed il sogno che mitiga la frustrazione del bisogno e chhe rappresenta, nel contempo, l’energia che ci spinge nella vita. In effetti la bella immagine, per un bambini, della mamma-nutrice, rappresenta il piacere ed il godimento di soddisfare il bisogno del contatto pieno di calore e lo stimolo della fame.

L’immagine della figura femminile, il suono della voce materna, la presenza rassicurante nel momento della necessità, sono, per il bambino, la fonte della gioia e la spinta verso la continuazione dell’esperienza della gioia stessa. per l’adolescente e poi per l’adulto, la figura femminile rappresenterà la sorgente della felicità, della rassicurazione, del contatto e del piacere che, da primario, in termini alimentari e rassicurativi, si trasformerà in godimento sessuale adulto, tutto questo sulla spinta di mutazioni endocrine che garantiscono la continuità della specie.

Il bambino-adulto inseguirà sempre la bella immagine primaria della donna, soddisfazione  della funzione visiva, con la visione delle curve, rotondità dei seni e bellezza del viso e la soddisfazione olfattiva, carnale, in termini di esperienza cutanea, muscolare e viscerale: mutate mutandis, la stessa esperienza sensoria ed emotiva viene vissuta dalla bambina. La realtà acquisterà il potere magico del sogno da inseguire e perseguire per tutta la vita. Il sentimento dell’amore (il paradiso già goduto) spingerà l’uomo verso una continua ricerca di godimenti dove l’esperienza mammifera sarà arricchita dal sentimento della fiducia, della tenerezza, della gioia, della comprensione e dell’affinità culturale. L’amore rappresenta il paradiso perduto che si vuole ripristinare. L’amore rappresenta il paradiso già goduto che si vuole perpetuare tutta la vita. Il sogno rappresenta l’energia che ci consentirà di inseguire l’amore per sempre. L’esperienza biologica ed emotiva del lattante-bambino-adolescente-uomo vive dagli albori della vita all’età matura, è la forza propulsiva che spinge l’umanità alla conquista dei pianeti e delle stelle. Questa energia è inesauribile, perché è la fonte della vita stessa. È un’energia che trae nutrimento da sé stessa. perché è animale, perché  è reale, perché è la spinta alla conservazione della specie: l’uomo ha il potere di sublimarla, di trasformarla in rivoli energetici diversi. Questi rivoli possono essere rappresentati dall’amore per la scienza, per l’arte, per il lavoro, per il potere: possono degenerare in rigagnoli squallidi e perversi; sono sempre però un’energia ed una esperienza reali, propulsori inesauribili nel contesto della vita.

L’amore quindi diventa, di volta in volta, sogno, poesia , nostalgia, struggimento, ansia e dolore, ma è sempre il propulsore primario del fenomeno vita. Quando parliamo, quindi, di sentimenti che legano due persone, parliamo di aspetti diversi, castrati, mascherati, disturbati dalle difese caratteriali: è un’energia che, comunque, detta l sue implacabili leggi nella direzione della sopravvivenza e della difesa dell’Io. Quanto detto, rispetto all’esperienza del figlio maschio nei confronti della madre, vale anche per la bambina fino al primo-secondo anno di vita. poi il rapporto con la figura paterna orienterà, come energia libidica, nella direzione ma maschile; le radici saranno: “Ti amo papà”. L’amore, quindi, in definitiva, rappresenta il continuo riemergere dai profondi recessi antichi della memoria, della esperienza unica, irripetibile e fondamentale per la vita, della figura nutrice e protettrice della madre, o di quella insostituibile del padre.

Le interferenze che disturbano il canale emotivo ed affettivo dell’amore, saranno determinate dalle inconsapevoli proiezioni dell’esperienza primaria sulle figure che la vita offrirà all’impatto amoroso. Le proiezioni e le controproiezioni saranno precostituite anche in funzione della struttura difensiva caratteriale. il carattere, come si è visto, è proprio quell’armatura difensiva che l’io del bambino, in formazione, erige contro i pericoli esterni e contro quei desideri pulsionali che lo spingono verso esperienze dolorose e punitive. L’Io del bambino, timoroso della frustrazione, non potendo contare su una sua forza ancora da costruire, si difende irrigidendosi. Il carattere è quindi un po’ come il guscio della tartaruga che, se da un parte protegge l’animale, dall’altra lo costringe a sopportare un incredibile peso, che limita fortemente la sua libertà e la sua velocità d’azione.

Il carattere di un individuo può essere rilevato dall’osservazione dell’atteggiamento abituale che egli tiene nella vita, sia dalla tipica configurazione di blocchi ed irrigidimenti muscolari che il suo corpo presenta, quindi dall’osservazione della postura e della shiluette corporea. I meccanismi caratteriali di protezione  si mettono in funzione nel momento in cui scatta il campanello dell’allarme-angoscia. Un momento di angoscia sta a significare che l’individuo è in presenza di un pericolo, sia esso interno che esterno, che continuerà a perseguitarlo fintanto non verrà eliminata la causa del malessere. Il modo di reagire dell’armatura caratteriale si fonda sulla difesa: in situazioni spiacevoli l’armatura si irrigidisce e si contrae, in situazioni piacevoli si rilassa e si espande. Il grado di mobilità caratteriale e la sua coerenza con la realtà ci dà la misura di quanto il suo funzionamento sia più o meno efficiente o disturbato. L’armatura  è funzionale anche al modello o copione di vita che abbiamo elaborato da bambini: per conservarlo siamo disposti anche a  rischiare la vita!

Il bambino, pur di essere visto, nella sua illusione, il piccolo “eroe di mamma”, è pronto a giocarsi tutto. Le possibilità reattive, infatti, sono la garanzia che in ogni situazione si può avere una capacità adattiva che ha anche valenza di rassicurazione. Infatti la capacità di reagire ci consente di contare sulla possibilità di sopravvivere a qualunque stimolo nelle situazioni più diverse: è diventato, cioè, un comportamento automatico essenziale. Esempio: “I miei genitori sono delusi dal mio comportamento scolastico. Io però voglio dimostrare loro che sono fra i migliori. Il pericolo che corro è che, con la disistima, si associ il disamore”. Spesso il copione scelto risente del modello che i genitori ammirano nella realtà. Tale modello rappresenta l’ideale.

L’illusione, invece, rappresenta la speranza che, se ci si attiene a tale ideale, possiamo ricevere amore. Durante il processo di formazione dell’illusione, il bambino desensibilizza il corpo, luogo di sofferenza e limite definibile e mortificante, per spostarsi nella testa; al “sentire” sostituisce il controllo, la razionalità e lo sfogo infinito della fantasia. Sviluppandosi l’esperienza mentale e la sua capacità logico- razionale-emotiva, cresce anche la ricchezza emozionale e la sua capacità di essere espressa: questa possibilità, però dipende dal controllo dei centri razionali superiori. A volte, infatti, non c’è integrazione tra razionalità ed emotività. Non c’è la possibilità di rimanere facilmente o sempre in sintonia con i propri bisogni e di poterli soddisfare. Il bambino ha paura di esistere, di ammettere un bisogno, di dire “no” e, per lui, è più funzionale mantenere il blocco energetico. Per l’adulto invee, diventa una colluttazione tra rischiare e non rischiare; può entrare in confusione e tende a paralizzarsi. il bambino nella vita sperimenta, grazie alle aggressioni, diverse modalità di difesa che rappresentano sempre una chiusura alle esperienze similari. L’adulto, a differenza del bambino, gode della possibilità di tentare soluzioni inesplorate e sconosciute, grazie alla maggiore esperienza di vita, cultura, intelligenza e senso delle proporzioni tra la paura di rischiare e la possibilità oggettiva di ricevere danno. Se l’adulto commette l’ingenuità di rimanere intrappolato nelle difese infantili e non “rischia”, rimarrà inchiodato nella coazione a ripetere infantile; paura=chiusura difensiva.

Grazie al fatto che  tutti gli uomini hanno una storia comune, oltre che una originale e personale, A. Lowen ha identificato  bisogni primari che si susseguono nelle prime tappe della vita e la cui frustrazione, modulata sia da specificità personali che ambientali, strutturano 5 forme diverse di carattere. Esse sono: il carattere schizoide, l’orale, lo psicopatico, il masochista ed il rigido. Osserveremo nelle prossime pubblicazioni al dettaglio quali sono i 5 diritti fondamentali del bambino la cui frustrazione induce la creazione di una realtà illusoria specifica per ogni tipologia caratteriale.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)