La competitività nelle varie strutture caratteriali: psico-maso

//La competitività nelle varie strutture caratteriali: psico-maso
umiliazione

Psicopatia  e masochismo sono strutture caratteriali cariche di energia, ma non chiaramente competitive con modalità dirette. Quando è il momento di competere si fanno da parte. Hanno bisogno di esprimere la loro energia, e la modalità competitiva sarebbe l’ideale per lo scaricamento energetico, ma non riescono a superare il blocco della paura e della paralisi corporea. “Che succede se oso?”. 

È presente il timore di essere umiliati, schiacciati e vinti. Qui affiora anche la paura del giudizio, della condanna definitiva, dell’allontanamento che segue il proprio insuccesso e la dimostrazione della propria inadeguatezza. L’errore interpretativo dello psicopatico è: “Se sei efficiente, ti amo”. L’errore del masochista è: “Se sei buono ed obbediente ti amo”. Le due condizioni prevedono che il bambino e successivamente  l’adulto si obblighi a d un comportamento che non è il proprio, personale e naturale. La violenza che questa interpretazione del messaggio genitoriale comporta, è una limitazione e deformazione caratteriale della libertà di essere quello che si è, e non quello che altri vorrebbero che si fosse.

Il bambino dal carattere psicopatico prima e l’adulto poi, si costringerà a simulare un’efficienza che non c’è. Il bambino dal carattere masochista si obbligherà a simulare un altruismo, una generosità, una comprensione e bontà non proprie. La conclusione, per entrambi, sarà una deformazione delle relazioni umane, che risulteranno poco autentiche, insincere ed, in definitiva, poco soddisfacenti. Tali caratteri si impediscono l’unico modo soddisfacente  di rapportarsi con la propria energia: sentire e d esprimere la propria aggressività nella competizione.

In queste strutture non c’è il coraggio di competere in modo diretto e chiaro, ma c’è, piuttosto, la tendenza ad ipervalutare o svalutare l’altro, c’è la tendenza a negare la rabbia, l’aggressività, la propria voglia di vincere, la propria decisione a battersi per il successo sull’altro, a sminuire l’importanza del confronto diretto, a negare la propria tendenza di supremazia e vittoria.

“Ti sfido  ma non per vincerti, anzi, mi dispiace per te, che hai perso e puoi essere umiliato. Ma non l’ho fatto apposta!”. “Ti vinco ma non per dimostrarti che sono il più bravo, ma solo perché tu sei stato più sfortunato!”. Da qui la radice di un comportamento dove ipocrisia e manipolazione rappresentano il vessillo-condanna del carattere psico-maso. Da ciò si evince perché questa tipologia di carattere sia frequentemente inattendibile nelle relazioni umane.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)