La competitività nelle varie strutture caratteriali: schizo-orale

//La competitività nelle varie strutture caratteriali: schizo-orale
arrendersi

L’ansia e la paura schizoide prevedono il pericolo di un annullamento una negazione dell’Io nella situazione competitiva: “L’altro mi distruggerà, mi annienterà”. La difesa nevrotica di questa struttura caratteriale, per far fronte all’angoscia esistenziale, è quella di mettersi in contatto con il mondo, attraverso la propria capacità di conoscerlo, decifrarlo, interpretarlo ed, in fondo, disprezzarlo e svalutarlo grazie alla propria  capacità di intellettualizzazione della realtà. Questo aspetto gli consente di viversi la competizione come un duello logico-verbale. Il confronto con l’altro serve solo come conferma della propria intelligenza. Il tutto tende a concludersi con un: “Ho ragione io”, “Io sono più bravo”, “Io sono più intelligente”, “Io ho capito prima  e meglio dii te”. Comunque, la struttura schizoide non riesce a mantenere a lungo la tensione competitiva per cui, raggiunti i limiti che la propria energia gli consente, a meno che non intervenga un aspetto caratteriale più ricco energeticamente a sostenerlo, tende ad abbandonare la competizione. Bisogna, comunque, riconoscere a questo aspetto caratteriale: intuizione, genialità, fantasia, creatività.

Nel carattere orale ci sarà la preoccupazione di non poter prendere il meglio e, quindi, la competitività di questa struttura si esprime con una modalità in cui la rivendicazione e l’ostilità sono le caratteristiche più significative. Nella competizione la colpa e la responsabilità dell’errore è sempre dell’altro. Il vittimismo infatti è un tratto caratteristico della oralità, oltre che del masochismo: “Quello ce l’ha con me; è tutta colpa sua; l’ha fatto apposta; hai sbagliato tu; te ne approfitti perché… ecc”. Anche nel carattere orale , in quanto dotato di scarsa energia, c’è tendenza alla facile stancabilità e all’abbandono.

Un altro meccanismo che il soggetto schizo-orale utilizza per non affrontare la competizione è quello di denunciare il proprio disinteresse per l’argomento oggetto di contesa, simulando un atteggiamento di superiorità. Attraverso le modalità descritte il carattere orale entra di continuo in contatto con la competizione, che non è mai reale poiché è più pensata che agita. Succede spesso che il carattere orale rimugini propositi di vendetta, e maturi, inoltre la tendenza all’implacabilità, poiché la mentalizzazione dell’energia negativa, se lasciata libera di caricarsi eccessivamente per processo nutritivo autoindotto, porta all’esasperazione  morbosa dei sentimenti.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)