L’io ed il sé

//L’io ed il sé
aree del cervello emozionali

Dal punto di vista dell’approccio dell’Analisi Bioenergetica e non considerando più, come termine di paragone, la terminologia  e la definizione freudiana, l’Io rappresenta la totalità dell’Essere Umano. Quando io dico “Io sono Tommaso Traetta”, io mi presento, mi propongo, mi riassumo nella mia totalità di essere umano. Quando parlo, in particolare, della mia stanchezza, delle mie malattie, delle mie paure, dei miei bisogni e del mio piacere, descrivo le caratteristiche dell’Io che definisco, solo per comodità descrittiva “il Sé”.

Il Sè corporeo è quindi l’espressione dell’energia  e delle qualità sensorio-percettive dell’Io. L’esperienza di questo “Io” e quindi la sua entità, la sua realtà e la sua definizione, provengono originariamente dall’esperienza sensoriale. Il corpo riceve e manda messaggi cosicché, altre qualità dell’Io, come la memoria e la capacità sintetico-interpretativa e, successivamente, analogico-simbolica, sono in condizione di definire il mondo esterno e la nostra posizione in esso. Quando Freud asseriva che l’Io è soprattutto corporeo, intendeva riferirsi a quel patrimonio originario che il bambino, il lattante, il neonato e, per via retrograda, il feto, utilizzando come “intelligenza” per crearsi la “conoscenza” per autodefinirsi e definire il mondo. Le ineffabili qualità come emozioni, sentimenti, sensibilità, intuizione, senso artistico e poetico, creatività, sono ulteriori attributi che arricchiscono le risorse dell’Io e che ne rappresentano il patrimonio genetico.

L’Analisi Bioenergetica intende identificare nell’Io le qualità note ed ignote, visibili e mentali, acquisite e congenite dell’uomo. Il Sé, per comodità di direzione e definizione, si riferisce invece all’aspetto corporeo dell’Io e a tutto quanto abbia a che vedere con la storia personale dell’individuo, rappresentata dal tipo di reazione adattativa corporeo-caratteriale. L’aspetto corporeo rappresenta il risultato dell’esperienza delle relazioni più significative che l’individuo abbia vissuto nella sua vita. Il Sé, in definitiva, è rappresentato dal corpo e dalle sue funzioni: l’esperienza di queste funzioni può essere consapevole e, quindi, partecipe della coscienza, oppure essere  dimenticata, diventando patrimonio inconscio dell’Io.

Questo spiega, ad esempio, la prevalenza delle funzioni dell’Io di tipo emozionale o di tipo logico, nel senso che nulla si acquisisce senza il nutrimento emozionale, nulla si ricorda senza l’impulso emozionale, nulla si dimentica senza la protezione emozionale, per cui, in definitiva, l’intelligenza umana è fondamentalmente identificabile nelle funzioni emotive, che sono il propulsore, il selettore e la protezione dell’Io. La testimonianza di queste riflessioni è l’ipertrofia del cervello logico come difesa dell’Io dal dolore, che si organizza durante l’esperienza schizoide, e si rinforza nello sviluppo ontogenetico successivo, come vedremo più avanti.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)