Metodologia – I sogni

//Metodologia – I sogni
sogni

Non è ancora nota la zona del cervello deputata all’organizzazione del sogno, ma molteplici studi hanno evidenziato che:

  • tutto il cervello partecipa all’organizzazione del sogno;
  • lo stato di vigilanza non viene completamente abbandonato cos’ come non viene abbandonata la relazione con il S.N.A.

Il corpo quindi risponde al sogno anche con manifestazioni di tipo neurovegetativo, oltre che creative e e ideative. L’Ippocampo è la zona del cervello dove è localizzata soprattutto la memoria antica, ma esistono anche  altre zone della memoria recente, rappresentate da strutture corticali e sottocorticali. Nel sogno le due memorie (antica e recente) sono collegate. Quando lavoriamo sul materiale rimosso, lavoriamo principalmente sulla memoria che ha sede nell’ippocampo. Normalmente l’Io preferisce disattivare questa memoria perché la sente pericolosa nella situazione del sonno, dove la vigilanza è meno efficace.

L’imprinting dell’esperienza, a livello di consapevolezza, si trova nell’area sensitiva e nella vicina area associativa. Qui si incontrano le informazioni che provengono dal mondo interno ed esterno  e qui si sviluppa la qualità adattativa, rappresentata anche dai blocchi e dalle facilitazioni delle attività piramidali ed extrapiramidali. Tutto questo materiale passa al filtro delle strutture limbiche, luogo dell’elaborazione dell’emozione, che ci diranno se e come è meglio agire.

La sensibilità e la soglia di attivazione dei canali percettivi dipendono dall’esperienza infantile, oltre che da predisposizioni genetiche. L’attività dell’Io è tesa a difendere l’equilibrio che rende possibile la sopravvivenza. Solo simboli significativi e importanti riattivano le difese dell’Io. Confiniamo prevalentemente nell’Ippocampo tutto il materiale doloroso, spaventoso, che fa parte della nostra esperienza di vita. Nelle zone associative ci sono collegamenti stretti con la memoria dell’Ippocampo e con altre zone deputate alla memoria. Nel sogno tutta questa struttura è usata in modo diverso in quanto l’Io è meno vigile, per cui il materiale rimosso può riemergere.

Il lavoro sui sogni, fino ad oggi, è stato basato sulla interpretazione secondo una modalità psicoanalitica. L’interpretazione però è legata all’esperienza, alla cultura e alla personalità dell’analista. Secondo noi capire non è sufficiente a sbloccare l’emozione; il sogno ci offre la possibilità di integrare il processo emotivo con quello corporeo. Un “Io” che si libera dei blocchi corporei ambia la modalità delle sue relazioni. Per dare libertà ai contenuti del sogno è importante quindi riattivare fisicamente le funzioni corporee bloccate. Il lavoro che noi facciamo è quello di riattivare tutti i processi metabolici attraverso la voce, il respiro e la chiusura degli occhi, che ci consente di isolarci dalle interferenze attuali esterne e dal nostro bisogno di controllare l’ambiente.

Con l’Analisi Bioenergetica il materiale deriva tutto da chi vive l’esperienza dell’elaborazione del sogno: infatti la parte principale è rappresentata dalle emozioni e così si può entrare, attraverso il respiro e la parola-chiave, nel vissuto profondo e nel materiale evocato.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)