Modalità di intervento sul blocco energetico

//Modalità di intervento sul blocco energetico
lavorare sui blocchi

Per intervenire sul blocco energetico dobbiamo capire come si muove il corpo e conoscere le leggi del movimento energetico ed emozionale. Il modo migliore per contattare l’energia di un individuo è quello di osservarne la respirazione. L’onda inspiratoria prima ed espiratoria poi, partono dall’addome e, solo in un secondo tempo, coinvolgono il torace. insieme con l’energia viaggiano le nostre emozioni. Ogni volta che vogliamo fuggire dalle esperienze che ci coinvolgono, mettiamo in atto non solo difese di tipo psicologico, ma anche tensioni a livello muscolare e, quindi, respiratorio. Non siamo capaci di stare troppo tempo aperti ed in contatto, sia con noi stessi che con gli altri.

Quando osserviamo un paziente è, quindi, importante osservare il respiro e chiedersi:

  • Come respira?
  • C’è armonia?
  • Sente il movimento respiratorio nella sua totalità?
  • A cosa si aggancia l’esperienza che integra la funzione respiratoria?
  • Ha avuto il potere di fermarla?

In terapia, durante un processo energetico, dobbiamo intervenire con il contatto o con opportuni suggerimenti quando ci accorgiamo di un deficit energetico. Se l’energia c’è, non occorre fare nulla. Nel suggerire il tipo di respirazione occorre valutare se il problema proposto dal paziente è di tipo edipico o preedipico. L’apertura del diaframma, per esempio, e quindi la respirazione addominale, porta una maggiore irrorazione sanguigna livello addominale. Si tratta quindi di una apertura al movimento energetico sessuale: uno stimolo al piacere. L’apertura del torace, invece energizza il petto e quindi stimola le emozioni trattenute (paura, dolore, tenerezza, rabbia).

Aggiornamento delle definizioni tipologiche

A proposito della ontogenesi della nascita e della crescita dell’Io ci sembra utile proporre, al posto della definizione “carattere schizoide” e “carattere orale”, una sintesi delle due denominazioni, visto che in termini clinici e temporali è veramente difficile che gli aspetti caratteriali della oralità non siano accompagnati anche dagli aspetti caratteriali della struttura schizoide. È altresì vero il contrario, poiché il prolungamento dell’esperienza schizoide non può essere concluso dalla frustrazione orale, per motivi che fanno riferimento al rapporto madre-bambino, dove, all’insufficienza o al rifiuto del contatto, non può che seguire una insufficienza e/o un rifiuto della soddisfazione primaria orale. Un bambino non accolto con calore, contatto ed amore, non ha la possibilità di essere nutrito e covato anche dal punto di vista alimentare. Da adesso in poi, pertanto, utilizzeremo la denominazione di “carattere schizo-orale“.

lo stesso discorso vale per le strutture caratteriali successive: la psicopatica e la masochista. Il bambino che non può ricevere il sostegno dei genitori, che viene usato e manipolato a fini utilitaristici familiari, per poter essere riconosciuto, rispettato e considerato, deve sottomettersi alla volontà del genitore più significativo. Questo porterà inoltre, come ovvia conseguenza, a cedere a qualunque ricatto cui ii genitori intendano sottoporlo, per la preoccupazione che, opponendosi alla volontà genitoriale, possa essere allontanato, rifiutato, non amato. Il carattere psicopatico e quello masochista presentano problematiche comuni e quindi la definizione di “carattere psico-maso” ci sembra più comoda e onnicomprensiva delle loro caratteristiche.

la rigidità e il narcisismo subentrano nella fase edipica, cioè dai 3 ai 6 anni circa, per cui parleremo di “carattere rigido-narcisista“. Anche la pratica clinica conferma l’esigenza di classificare le tipologie caratteriali come descritto, in quanto tutti i caratteri hanno la possibilità di partecipare ad una comune illusione dell’Io, che la cultura psicologica attuale identifica  nel “come se”. In questo momento vi è una particolare attenzione alla dinamica del “come se” rispetto ai vissuti esperienziali ed alle interpretazioni delle tipologie caratteriali. Infatti il carattere schizo-orale rappresenta la soluzione nella fuga dallo squallido mondo della privazione e della frustrazione. Il carattere psico-maso rappresenta la risposta caratteristica, falsificante e manipolativa, generata dall’inconsistenza, dalla paura e dal senso di inadeguatezza. Il carattere rigido-narcisista rappresenta la modalità illusoria di vendere la propria immagine, costruita ed offerta, come reale.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)