Paura del giudizio nelle varie strutture caratteriali: schizo-orale

//Paura del giudizio nelle varie strutture caratteriali: schizo-orale
radicamento

La paura di questa struttura caratteriale rispetto al giudizio, che è sempre vissuto in chiave negativa, è l’annientamento, cioè la negazione totale dell’Io, la paura di essere cancellato. È importante, per superare questa paura, l’allenamento di anni nel dire e sentire: “Io esisto nel corpo, nei piedi, negli occhi“. Gli occhi per il radicamento sono molto importanti. “Io esisto perché vi guardo e perché gli altri mi vedono” rappresenta la formula per aiutarsi ad essere radicati nella realtà. Lo schizoide, sentendosi giudicato, reagisce con il disprezzo: “Non avete capito niente“.

Se si accetta la contestazione, in terapia, reattiva al timore del giudizio, ovverosia la dialettica mirante a dimostrare chi ha ragione, si facilita un rinforzo nevrotico di tipo intellettuale, rappresentato dall’irrigidimento delle difese caratteriali. L’obiettivo della terapia di questo carattere, infatti, è quello di farlo scendere dai suoi castelli in aria, per accedere alla realtà dei suoi sentimenti o, comunque, ad una percezione più primaria dell’altro. Più lo schizoide è vicino al borderline  e più forte è il suo sentirsi diverso, il disprezzo verso l’altro e il suo sentirsi “speciale”.

L’orale decide che non ha bisogno di nessuno. Teme il giudizio e si difende dicendo “Non mi importa di quello che dici”. Negherà e distruggerà l’importanza di quello che gli altri pensano. Dal punto di vista terapeutico il processo consiste nel portare il carattere schizo-orale a riconoscere l’importanza degli altri.

È la conquista dell’umiltà e del radicamento alla realtà.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)