Processo alle intenzioni

//Processo alle intenzioni
processo alle intenzioni

Una delle difficoltà fra le più frequenti, nelle relazioni umane, è quella di attribuire all’altro ,prima che si esprima o agisca nei fatti, “l’intenzione” che, di fatto, ci provoca reazioni di malessere, di aggressività, di rabbia e di dolore; e di considerarla, molte volte, già agita.

Per esempio, un marito o una moglie che arrivino tardi ad un appuntamento con l’altro/a, prendendo in considerazione una relazione coniugale logorata dalla noia, dai malintesi, dai sogni insoddisfatti, dai desideri frustrati, può generare nel partner costretto ad aspettare a lungo, tutta una serie di meccanismi che variano dal disappunto al “Te la farò pagare“, al “Non c’è più amore, non c’è più rispetto: se ne infischia di me, l’ha fatto apposta!“.

L’aspetto paranoide consiste nell’attribuire all’altro una intenzionalità aggressiva e sprezzante senza consentirgli la “verifica di realtà“. La verifica di realtà consiste nell’ascolto, il più decantato possibile dal risentimento, delle ragioni verosimili e/o credibili dell’altro. Questo confronto, nei limiti di un minimo equilibrio emozionale che regga lo scalpitare dei risentimenti e delle polemiche, è fondamentale per impedirci di rimanere preda di risentimenti paranoici he, se non sufficientemente contenuti, possono portare a situazioni  parossistiche di delirio. “Il capoufficio mi vuole far fuori“, “Mia moglie ha intenzione di tradirmi o mi tradisce“, “Mio figlio mente“, “Tu ce l’hai con me“, ecc.

Altro esempio può essere: in una coppia dove uno dei due partner soffre di ipoacusia e l’altro ha l’abitudine di parlare sottovoce, l’accusa frequente che l’ipoacustico può, se paranoico, fare all’altro, è quella di parlare incomprensibile infischiandosene  della sua difficoltà di ricezione, o addirittura di parlare con il tono basso per fare dispetto.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)