Psicodinamica e strutture caratteriali. Sessualità e caratteri: psicomaso

//Psicodinamica e strutture caratteriali. Sessualità e caratteri: psicomaso
amore e dolore

Il bambino, crescendo, dopo aver vissuto i problemi esistenziali di accettazione-rifiuto, affronta il gioco odi potere on la madre o con il padre. Il tema diventa di tipo relazionale, il bambino è insicuro, ha sempre paura di non ricevere il latte buono. A livello di scambio comunicativo, il bambino dice “Io voglio”, la madre risponde “Io ti do, oppure non ti do, quello che vuoi tu: oppure ti do quello che ‘io so’ che tu vuoi; oppure ‘ti do se tu mi...” Un esempio può essere rappresentato dalla circostanza in cui il bambino chiede alla madre di comprargli il gelato e la madre, non potendolo accontentare per vari motivi, risponde “prendi le caramelle, non il gelato: a te sono sempre piaciute le caramelle”. Per il bambino la mamma è fonte di verità, per cui subentra la confusione riguardo i propri gusti e desideri. A questo punto della relazione occorre, infatti, molta chiarezza affinché il bambino non entri in confusione. Se la madre lo manipola il bambino perde la comprensione della sua realtà. Se il bambino viene convinto del contrario di quanto pensa, desidera e sente, la rabbia che prova non può essere espressa perché la madre lo blocca dicendo: “lo faccio per il tuo bene, e tu, se mi vuoi bene, obbedisci”. I bisogni del bambino sono condizionati dalla mamma.

Il bambino manipolato gonfia il torace per compensare una profonda insicurezza e un senso di inadeguatezza. Non saper distinguere ciò che si vuole, rende insicuri, si perde la stima di sé, si teme di non saper essere coerenti con ciò che si fa, si ha paura di sbagliare. A volte il mondo esterno offre verifiche di qualità reali e concretamente possedute, che il mondo interno non riconosce come proprie.È frequente il caso dello studente promosso a pieni voti che si considera solo fortunato o, addirittura, che pensa di aver ingannato i docenti. Gonfiare il petto, tendere le spalle, crea l’illusione di una sicurezza che non c’è.

Nella relazione amorosa, specie lo psicopatico, attuerà una farsa amorosa, reciterà una potenza emotiva e sessuale, pur non sentendosi né innamorato e né sessualmente valido. Reciterà una performance sessuale e affettiva senza vivere il rapporto in modo soddisfacente e vero. Il masochista, invece, per avere amore deve assoggettarsi, deve subire. Per lui non può esserci amore senza sofferenza e, soprattutto, senza esserselo meritato e guadagnato. Nonostante l’energia che ha, si impedisce di ribellarsi  e dire: “Basta!”. Nella relazione d’amore si vive l’imposizione della presenza dell’altro ed avrà il ruolo dell”eterno secondo” nella coppia. Non c’è miglior perdente di chi non vuole e/o non osa vincere. Poiché, inoltre, c’è stato un problema sfinterico nell’infanzia, c’è come una sorta di abitudine al dolore, tensione a livello delle strutture genitali, deputate invece al piacere. In effetti, frequentemente, in queste persone c’è stato l’uso di clisteri, supposte e comunque manovre per regolare le funzioni intestinali. Ecco perché alcuni uomini e donne hanno bisogno di provare un momento di dolore e di supinazione per accedere al piacere. Questo ci fa capire cosa rende possibile l’instaurarsi dei rapporti sadomasochisti.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)