Psicodinamica e strutture caratteriali. Sessualità e caratteri: schizo-orale

//Psicodinamica e strutture caratteriali. Sessualità e caratteri: schizo-orale
sesso e frustrazione

Nel carattere schizo-orale la sessualità non è mai vissuta in modo tranquillo. Il problema schizoide è caratterizzato da una originaria insufficienza di contatto: cosa che, d’altronde, è fortemente desiderata e necessaria per il neonato-lattante. Ovviamente si parla di un contatto positivo. L’abitudine a vivere continuamente la negazione di questo contatto porta il bambino dalla frustrazione-delusione alla rabbia rivendicativa. Ma l’esperienza della vita insegna che l’espressione della rabbia non è una cosa lecita ed è comunque rischiosa. Subentra, così, una decisione esistenziale che può risultare pressappoco: “se non posso averlo (il contatto) ne nego il bisogno”. Sarà, quindi, difficile ottenere la possibilità di una intimità corporea, accettata e consapevole, perché essa presuppone il cedimento delle difese tensiogene muscolari necessarie per difendersi dalla delusione e dal dolore e l’apertura all’altro. Diversamente dallo psico-maso, lo schizo- orale non si sentirà mai inadeguato, anzi, intellettualmente, sentirà di controllare il mondo, mentre sperimenterà un profondo senso di solitudine e di freddo esistenziale.

Il problema orale è legato ad un bisogno insaziabile di ricevere e quindi siamo in presenza di un carattere destinato alla frustrazione ed alla delusione. Nel  rapporto di coppia tutto ciò si traduce in una aspettativa del tipo “sì…ma”, “se tu mi amassi… staresti di più con me… mi daresti di più… ecc.”. Il bisogno antico è troppo grande e rimane incolmabile. D’altra parte l’energia in gioco è molto ridotta in quanto vi è una scarsa attitudine respiratoria e quindi è difficile investirne sufficientemente nella sessualità. In sintesi il rapporto amoroso è caratterizzato da queste modalità:

  1. paura del contatto;
  2. paura di lasciarsi andare;
  3. tendenza a caratterizzare i rapporti definendo la relazione con un “si…ma”;
  4. avidità-voracità insaziabili (la risposta nevrotica alla frustrazione è l’anoressia-bulimia). gli occhi mangerebbero più di quanto poi l’organismo può assimilare;
  5. rivendicazioni continue verso tutti e su tutto.

Per lo schizo-orale è facile trasformare il partner in un capro espiatorio della propria insoddisfazione esistenziale. la relazione viene investita di tutte le problematiche infantili che non hanno niente o poco a che vedere con l’altro attuale. In una eventuale terapia di coppia, il lavoro viene orientato verso la reale conoscenza dell’altro. Lui (lei) non è papà e non è mamma. Occorre prendere coscienza dei nostri fenomeni proiettivi per riuscire a non confondere ciò che l’altro mi evoca rispetto a ciò che l’altro realmente è. Ciò è tipico di tutti di tutti i fenomeni proiettivi ma, nel caso dello schizo-orale, il fenomeno è particolarmente caricato di una rabbia rivendicativa originariamente diretta verso i genitori, mentre nell’attuale è scaricata sul partner: siamo in presenza del classico atteggiamento colpevolizzante rappresentato dalla formula “è tutta colpa tua”. Trattasi di una rivendicazione continua ed inarrestabile verso la vita, la gente, i famigliari e gli amici.

“Caratteriologia – L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani” di Tommaso Traetta, Armando editore, 2009)